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Come avere un sito web sostenibile, secondo noi

Un sito web sostenibile non è un’utopia. Si costruisce con scelte precise: hosting green, design ottimizzato, codice pulito. Ecco come farlo davvero.

Cosa leggerai in questo articolo

Siamo umani; tutta la nostra esistenza ha un impatto ambientale. Eppure certe cose ne hanno di più di altre, tipo le tecnologie di cui non possiamo più fare a meno. Cosa si fa, torniamo ai secoli bui del Medioevo? Non è il caso. Ma possiamo comunque aggiustare il tiro. Possiamo, per esempio, provare a fare scelte consapevoli, anche quando si tratta di digital. Perché, è vero: tutto ciò che è digitale è immateriale, ma lascia comunque un’impronta (di carbonio). Se il web fosse una nazione, sarebbe il quarto Paese al mondo per consumo di elettricità. Ogni clic, ogni video di gattini in 4K, ogni riga di codice dimenticata in un angolo del server consuma risorse; fa male al pianeta. Allora perché non costruire un web ecologico? Un mondo digitale e green, per usare un inglesismo che piace tanto. Ecco, noi di No Digital Brain, cerchiamo di farlo sempre. E lo facciamo attraverso scelte precise – etiche – di cui pure parleremo in questo articolo. Ma qui il focus è un altro. Perché qui parliamo di siti web sostenibili, che lasciano sì un’impronta seppur ridotta al minimo. Parliamo quindi di best practice, di principi e standard che dovresti tenere in considerazione se stai pensando di fare (o rifare) il tuo sito web. Leggi un po’ cosa abbiamo preparato per te.

La sostenibilità ambientale passa anche dal web

Quando parliamo di ecologia, pensiamo subito a borracce, auto elettriche e sacchetti di tela. Tutto bello, e pure tutto molto utile. Ma è sufficiente? Temiamo di no.  Considera che ogni volta che un utente atterra sul tuo sito, si attiva un’infrastruttura colossale. Il dispositivo dell’utente invia una richiesta che attraversa chilometri di cavi sottomarini e terrestri per raggiungere un data center (che sono, nel caso non lo sapessi, come ‘magazzini’ pieni di server accesi 24/7). Una volta arrivata lì, l’informazione torna indietro, ‘pesando’ sulla rete in base a quanti dati deve trasportare.  Più il sito è pesante, più energia serve per muoverlo. Ogni bytes ha un costo energetico. Sono cose a cui generalmente non si pensa, a meno di non essere ‘nel giro’ – insomma, nel settore. E infatti noi ci pensiamo. È chiaro allora che la sostenibilità ambientale non è solo roba da attivisti con la borsa di tela. Passa anche dal web. Dal tuo sito, per essere precisi.

Cosa deve avere sito web sostenibile

Quindi: cosa fare? da dove cominciare? In verità è più semplice di quanto si pensi. Basta fare alcune scelte precise – di infrastruttura, di design, di codice – che possono fare la differenza. Vediamole insieme.

Prima un green web hosting…

Il punto di partenza è scegliere dove ospitare il tuo sito. E no, non tutti gli hosting sono uguali – non solo in termini di prestazioni o prezzo, ma anche di impatto ambientale. Un green hosting (insomma: un hosting ecologico) è un fornitore che alimenta i propri data center con energie rinnovabili, oppure che compensa le proprie emissioni acquistando certificati di energia verde – le cosiddette Garanzie di Origine (GO). In pratica, anche se il data center fisicamente consuma elettricità, quella elettricità corrisponde a energia prodotta da fonti pulite: solare, eolica, idroelettrica. Come fai a sapere se il tuo hosting è davvero green? La Green Web Foundation mette a disposizione un motore di ricerca gratuito: inserisci l’URL del tuo sito e scopri subito se è ospitato su infrastrutture sostenibili. Se il risultato è negativo, potresti contattare il fornitore e verificare che siano state adottate pratiche sostenibili, anche se non risultano dal controllo automatico che hai appna fatto. Se dovessi scoprire che è così, potrebbe essere il momento di cambiare fornitore. 

…poi un web design sostenibile!

L’estetica ha un costo. E non è solo economico, purtroppo; è anche energetico. Un sito visivamente ricco di animazioni elaborate, video in autoplay, font personalizzati caricati da server esterni e immagini non ottimizzate è un sito che pesa – e che fa pesare la rete a ogni visita. Di solito se ne parla in termini di prestazioni web, di lentezza di caricamento che penalizza il sito. Tuttavia la questione ambientale non può essere trascurata.  Questo vuol dire che devi rinunciare all’estetica? Che devi per forza accontentarti di un sito noioso? Assolutamente no. Quando parliamo di web design sostenibile ci riferiamo a una serie di scelte tecniche che non toccano l’estetica ma servono – piuttosto – a ridurre (letteralmente) il peso degli elementi. Le immagini verranno, allora, compresse. Formati moderni, come WebP, pesano meno dei classici JPG e PNG e offrono la stessa resa visiva. I video non saranno più tutti in autoplay. Si eviteranno font caricati su server esterni. Insomma: si tratta di fare scelte consapevoli. Per il massimo della resa al minimo impatto.

E anche un codice pulito e pochi contenuti

La questione tocca, ovviamente, pure il codice e i contenuti. Rispetto al codice – capiamoci – si entra in territorio più tecnico, ma vale la pena soffermarci pure su questo, anche se non sei uno sviluppatore. Il codice che fa funzionare un sito può essere scritto bene o scritto male. Un codice gonfio (ovvero: pieno di funzioni inutili, plugin installati e dimenticati, script che si caricano anche quando non servono) è fine a sé stesso. E consuma molta energia che potrebbe essere, invece, risparmiata. Come? Per esempio con meno plugin, un codice ottimizzato, immagini che si caricano solo quando l’utente sta per vederle (grazie al lazy loading). Insomma, con piccole accortezze che se sommate fanno una differenza concreta. E poi c’è il contenuto. È convinzione diffusa che pubblicare tanto è sempre meglio. Ma non è così! Perché pubblicare tanto porta a pagine duplicate, articoli obsoleti mai rimossi, archivi infiniti di post dimenticati occupano spazio sui server. Una pulizia periodica dei contenuti diventa allora un atto di sostenibilità digitale a tutti gli effetti – oltre che di buon senso.

Hai misurato l’impatto ambientale del tuo sito?

Fin qui hai letto la teoria. Ma come si traduce tutto questo in numeri concreti? Esiste uno strumento che si chiama Website Carbon Calculator che fa esattamente questo. Ti basta inserire l’URL del tuo sito e in pochi secondi ottieni una stima delle emissioni di CO₂ generate da ogni singola visita. Il risultato potrebbe sorprenderti, nel bene o nel male. Guarda qui sotto il risultato di No Digital Brain: Il nostro sito è più sostenibile del 68% della media del web. E molto ancora stiamo facendo, in termini di ‘pulizia’ di codice e altre novità che saranno online presto. Tieni conto che un sito nella media produce circa 0,5 grammi di CO₂ per visita. Sembra pochissimo, ma moltiplicalo per qualche migliaio di visite al mese e il numero inizia ad avere un altro sapore. I siti più virtuosi riescono a scendere sotto i 0,1 grammi; quelli più pesanti possono superare il grammo. Misurare è il primo passo. Senza dati, si lavora a sensazione – e le sensazioni, in questo campo, tendono a rassicurarci più di quanto dovrebbero.

La scelta etica di No Digital Brain 

Per No Digital Brain l’ecologia è una colonna portante. Per cui le cose che hai letto finora NON sono solo consigli; noi queste cose le facciamo davvero. I siti che realizziamo sono ospitati esclusivamente su server sostenibili – e cioè alimentati da energia rinnovabile, certificata attraverso le Garanzie di Origine e la norma ISO 14001. I nostri fornitori (Ergonet e Seeweb) ci garantiscono che ogni kilowattora consumato corrisponde a uno prodotto da fonti pulite. Puoi verificarlo tu stesso sulla Green Web Foundation: li trovi lì sopra, con il badge verde. La prima scelta, quindi, è l’hosting. La seconda, più simbolica, è però per noi altrettanto importante. Per ogni nuovo sito che realizziamo, oppure ogni volta che viene attivata l’assistenza su uno esistente, piantiamo un albero vero con Treedom. Ogni albero è fotografato, geolocalizzato e ha una sua pagina online. Il cliente ne diventa custode e può seguirne la storia nel tempo. Ora, se sei arrivato fin qui, probabilmente la questione ti sta a cuore. Vuoi un sito che pesa meno sul pianeta? Parliamone. 

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