Come creare una newsletter | La guida di No Digital Brain | Cover articolo NDB

Come creare una newsletter che i clienti vogliono davvero leggere

Come creare una newsletter aziendale che porti risultati reali? Scopri la guida strategica di No Digital Brain tra strumenti, consigli utili e GDPR.

Cosa leggerai in questo articolo

Partiamo da qui: quante email non lette hai sulla tua casella di posta? Ti suonerà controintuitivo ma – fidati! – dobbiamo proprio iniziare così. 

Perché le newsletter sono, in effetti, un potente strumento di marketing e stanno persino tornando di moda (basti pensare al successo di Substack). Ma funzionano in modo subdolo. Vale a dire: mentre un articolo sul blog sei tu a doverlo cercare, la newsletter è un contenuto che “ti arriva a casa”, o meglio ti raggiunge fino al tuo indirizzo (digitale, ovviamente) e si infila in un tuo spazio privato.

Ecco, quando parliamo di come creare una newsletter, facciamo spesso questo discorso. Del resto, molte aziende cadono in un bizzarro delirio di onnipotenza. Magari pensano (a torto o ragione) di essere “leader in quel settore X”, e che questo li legittimi a tartassare il povero utente di messaggi fino a spingerlo a premere il tasto Disiscriviti.

Diciamo tutto questo perché, prima di creare una newsletter, cioè prima di scriverla, serve una cosa che è molto più importante. Che è la strategia. Ed è soprattutto di strategia che vogliamo parlare qui, insieme ad altre tips su come creare e lanciare una newsletter efficace.

Leggi cosa abbiamo preparato per te.

Il primo passo è definire una strategia

Lo abbiamo detto, lo ripetiamo: il primo passo è definire una strategia. Se partiamo ‘rubacchiando’ qua e là idee di newsletter, senza applicarle al tuo settore e al tuo pubblico e senza aggiungere alcunché di nuovo, abbiamo già perso.

Tieni conto che – giustamente – non esiste una newsletter perfetta. Non esiste una tipologia (o strategia) di newsletter che va bene sia per chi vende bulloni industriali sia per chi ha un e-commerce di calzini colorati. Ogni settore di mercato e ogni target di riferimento richiedono un approccio completamente diverso. È un discorso applicabile anche a consulenti e/o liberi professionisti.

Facciamo qualche esempio.

Se il tuo è un brand nel campo del fashion, è probabile che il tuo pubblico cerchi ispirazioni, nuovi trend, consigli di moda; oppure semplicemente dettagli su promozioni e offerte. Tutto dipende dal tipo di pubblico e da quello che vendi: magari proponi linee di base, capi essenziali e senza tempo.

In quel caso, a chi compra da te importa poco delle sfilate di Parigi o dei trend stravaganti dell’ultimo minuto. Cerca la praticità, la qualità del tessuto, vuole sapere come lavare quella maglietta bianca senza farla restringere al primo giro di lavatrice o come abbinare tre pezzi per andare in ufficio senza perdere la testa la mattina.

Vedi perché l’argomentazione dei “consigli di moda” generici rischia di essere tirata? Il tipo di contenuto che mandi per email deve essere davvero molto mirato e davvero molto utile. Non utile in senso astratto, ma utile per chi compra da te

Prima ancora di scrivere l’email, quindi, devi mappare il tuo pubblico – tenendo conto del tuo settore. Si tratta di entrare nella testa del tuo cliente e capire qual è la sua vera necessità quotidiana rispetto a quello che vendi. Così eviti di fare la fine del venditore molesto e progetti un appuntamento fisso (via email) a cui la gente prende parte volentieri.

Tipi di newsletter, quale scegliere per il tuo business?

Una volta tarato il contenuto sulle reali esigenze del tuo target, devi scegliere la struttura adatta. Manco a dirlo: non tutte le newsletter devono avere la stessa forma. Ora, per non complicarti la vita, qui ridurremo i modelli principali a tre grandi categorie:

La newsletter editoriale

Con la newsletter editoriale non vendi nulla, almeno non in modo diretto. Piuttosto proponi guide, riflessioni, soluzioni a problemi specifici o trend del tuo settore. Per questo è la scelta perfetta se offri servizi, consulenze o se vendi prodotti complessi che richiedono una scelta ragionata.

Il meccanismo psicologico è semplice: se oggi risolvi un piccolo problema al tuo lettore gratis, domani, quando avrà bisogno di un professionista e dovrà tirar fuori i soldi, si ricorderà di te. Hai creato autorità e fiducia, che sono la base di ogni vendita.

La newsletter commerciale

Se hai un negozio online o vendi prodotti fisici, questo è il tuo pane quotidiano. Parliamo di lanci di prodotto, sconti dedicati, flash sale

Attenzione, però: il fatto che sia commerciale non vuol dire che devi “spremere” il lettore. Se il 90% dei tuoi invii contiene solo una carrellata di foto e un Compra ora, il tuo tasso di apertura crollerà a picco. Anche la vendita ha bisogno di un briciolo di contesto, di un retroscena o di una storia che coinvolga sul piano emotivo. Pensati personal shopper di fiducia; agisci in quanto tale.

La newsletter digest

Hai presente quel collega/amico super informato che seleziona gli articoli più interessanti della settimana e te li gira di volta in volta – magari anche con un commento? Ecco, la newsletter digest fa esattamente questo, e lo fa meglio.

Si tratta di fare un lavoro di selezione (la cosiddetta content curation), raccogliendo i migliori link, notizie, video o strumenti utili per il tuo target. Il tutto accompagnato da una spiegazione o un commento.

È una manna dal cielo per chi è stanco di annegare nei troppi contenuti del web. Con il digest offri un valore immenso: insight curati, e un risparmio di tempo per chi vuole tenersi aggiornato.

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Perfetto, adesso la parte strategica è blindata. Abbiamo capito cosa dire, a chi dirlo e con quale formato. È il momento di sporcarsi le mani con la tecnologia.

Gli strumenti di cui avrai bisogno

Ora – come puoi immaginare – non puoi fare email marketing usando la tua casella di posta personale (tipo mettendo cento clienti in ccn, cioè in copia conoscenza nascosta). Se lo fai, oltre a rischiare sanzioni per la privacy che ti farebbero raddrizzare i capelli, la metà delle tue email finirà direttamente nello spam. Aiuto.

Per fare le cose per bene ti serve una piattaforma di email marketing (chiamata anche ESP). La buona notizia è che non devi spendere un patrimonio per iniziare. La cattiva è che, se scegli lo strumento sbagliato, questo potrebbe rallentare la crescita della tua newsletter.

Perciò vediamo insieme come orientarsi, senza perdere la testa.

Strumenti gratuiti per newsletter a costo zero

Se stai partendo adesso (quindi: hai zero budget, la tua lista conta ancora pochi iscritti, hai un piccolo giro di affari), la parola d’ordine è minimalismo. Ti servono strumenti semplici che funzionano bene. Ecco due piattaforme che offrono piani gratuiti eccellenti per iniziare a fare test:

MailerLite

Se odi le complicazioni tecniche, MailerLite è perfetta per te. Ha un piano gratuito molto generoso (solitamente ti permette di gestire fino a mille iscritti senza sborsare un euro) e un’interfaccia così pulita da essere veramente – ma veramente – alla portata di tutti. Il costruttore di email è un drag-and-drop di una semplicità disarmante. Non si potrebbe chiedere di meglio.

Brevo (ex Sendinblue)

La scelta ideale se non hai tantissimi contatti ma vuoi mandare molte email. A differenza di altri tool, Brevo nel suo piano gratuito non mette un limite sul numero di iscritti, ma sul numero di email inviate al giorno (circa trecento). In più, ha i server in Europa, il che rende la gestione della privacy molto più fluida fin dal primo giorno.

MailChimp

MailChimp è la piattaforma di email marketing forse più conosciuta, anche da chi ha appena iniziato. Nel tempo, però, i suoi piani gratuiti si sono ridotti parecchio, mentre  la piattaforma è diventata molto complessa, quasi sovradimensionata se devi solo partire. Forse non è esattamente lo strumento per chi è agli inizi; ma se invece hai già Mailchimp in azienda e lo usi bene, resta pure dove sei: fa benissimo il suo lavoro. 

Tool avanzati per far scalare la tua strategia 

A un certo punto, se fai le cose fatte bene, la tua lista crescerà. Supererai la soglia dei mille, duemila, cinquemila iscritti. Insomma: lo strumento gratuito inizierà a starti stretto; e va benissimo così: significa che il marketing sta funzionando. 

Quando la newsletter diventa un asset serio, hai bisogno di automazione, segmentazione avanzata (dividere i clienti che spendono tanto da quelli che comprano solo con i saldi) e tracciamenti precisi. Qui si sale di livello: 

ActiveCampaign

Il re indiscusso dell’automazione per le PMI. Non è solo un tool per mandare newsletter, è un vero e proprio motore di vendita. Ti permette di creare flussi del tipo: “Se il cliente apre la mail X ma non clicca sul link, aspetta due giorni e mandagli la mail Y con una testimonianza”. Costa, richiede un po’ di studio per essere configurato, ma se hai un business strutturato si ripaga da solo in pochissimo tempo.

ConvertKit

Nato per i creatori di contenuti, è perfetto se hai scelto la strada della newsletter editoriale o se vendi infoprodotti e consulenze. È focalizzato quasi interamente sul testo e sulla pulizia visiva (niente email pesanti piene di grafica che finiscono nella scheda “Promozioni” di Gmail). È uno strumento potente, preciso e molto focalizzato sulla conversione dei lettori in clienti paganti.

Come aumentare gli iscritti alla newsletter

Hai la newsletter, okay; ma ti serve un pubblico. O, meglio, ti servono iscritti. Spesso chi gestisce un’azienda, e sta lavorando con le newsletter, commette l’errore di utilizzare soltanto gli indirizzi email che ha nel database.

Tipo: vecchi clienti, clienti attuali, persone che anni fa hanno scritto un’email per chiedere informazioni… Attenzione, non fraintenderci: anche quello è un pubblico interessante.

Tuttavia la newsletter funziona quando gli iscritti hanno scelto deliberatamente di iscriversi. Il che può succedere, per esempio, perché hanno trovato il tuo sito e vogliono tenersi aggiornati (per cui lasciano l’email nel box giusto); perché ti hanno scoperto sui social media; oppure, e questa è la parte più interessante, perché gli hai offerto qualcosa in cambio.

Vediamo qui sotto tutti e tre gli scenari.

Il box sul sito

Il tuo sito web è la tua vetrina principale, ed è proprio qui che si gioca la partita più importante. Un box di iscrizione alla newsletter deve essere visibile, accattivante e posizionato in modo strategico: nella home page, a metà di un articolo del blog, o tramite un pop-up intelligente che appare solo quando l’utente sta per abbandonare il sito.

La cosa più importante è che il box sia collegato alla tua piattaforma di email marketing, in modo da far girare tutto in automatico. Spesso chi gestisce un’azienda si blocca proprio su questo punto, ma è lì che entra in gioco la web agency (come No Digital Brain!), che può gestire senza troppi problemi l’mplementazione del servizio email che preferisci.

I social media

Il modo migliore per usare i social media, oggi, è quello di usarli per portare le persone sulla tua lista email. Perché i social media sono, in un certo senso, uno spazio in prestito. Ma la lista contatti è soltanto tua. E questo fa la differenza.

Certo non dovresti limitarti a chiedere ai tuoi utenti, nelle storie e nei post, di iscriversi alla tua newsletter. L’ideale è creare curiosità. Per esempio potresti mostrare dei brevi teaser di quello che scrivi via email, oppure raccontare un aneddoto e chiudere dicendo che verrà tutto approfondito nella prossima email.

Chi ti segue sui social deve percepire che nella newsletter succedono cose esclusive, che lì dentro ci sono i contenuti migliori che non pubblichi da nessun’altra parte.

Il lead magnet

Nessuno cede il proprio indirizzo email – che è un pezzo di spazio privato – per il puro gusto di farlo. Lo fa se riceve in cambio un valore immediato. Questo incentivo si chiama lead magnet (letteralmente: un magnete di contatti).

Deve essere un contenuto digitale gratuito, facile da fruire, che risolve un problema specifico del tuo target. Qualche esempio concreto? Se vendi servizi o consulenza B2B, può essere una checklist in PDF, un foglio Excel di calcolo pronto all’uso, o una mini-guida pratica. Se invece gestisci un e-commerce, il lead magnet per eccellenza è il classico codice sconto di benvenuto (magari del 10% o 15%) sul primo acquisto.

Con il giusto incentivo potrai finalmente estendere la tua lista contatti. Ed è questo ciò che garantisce l’efficacia della tua newsletter.

Privacy e GDPR, per una newsletter a norma di legge

Ora manca solo l’ultimo scoglio, quello che spesso mette più in agitazione: la normativa sulla privacy. L’adeguamento GDPR è, però, un passaggio fondamentale se vuoi tutelarti ed evitare sanzioni amministrative importanti.

Di base, per gestire una lista di contatti in conformità alle normative europee, devi seguire tre regole fondamentali: 

  • avere un consenso esplicito
  • utilizzare il double opt-in
  • semplificare la disiscrizione

Quindi, cosa bisogna fare nel concreto? Quando un utente inserisce la sua email sul sito, deve essere presente una casella di spunta (checkbox) specifica per il marketing, che non deve essere pre-selezionata. Insomma, l’utente deve compiere un’azione deliberata per esprimere il proprio consenso.

Dopo l’iscrizione sul sito, però, è importante che l’utente riceva un’email automatica contenente un link di conferma. È il double opt-in, che funge da prova del consenso ma serve anche per verificare l’esistenza reale dell’indirizzo email.

Infine, in fondo a ogni comunicazione deve essere sempre presente un link chiaro e funzionante per consentire all’utente di cancellarsi dalla lista in qualsiasi momento, in modo autonomo e con un solo clic.

Considera che la conformità alla normativa della privacy, oltre a essere un obbligo di legge, è anche un elemento di trasparenza e professionalità nei confronti del cliente. Detto in parole semplici: ti fa “guadagnare punti” ai suoi occhi. Per cui è bene non sottovalutarla mai.

Imposta la tua newsletter con No Digital Brain

Come avrai capito, creare una newsletter aziendale richiede una pianificazione che unisce competenze strategiche, capacità di scrittura e configurazioni tecniche precise.

Ogni passaggio – dalla scelta del software all’integrazione dei moduli sul sito, fino alla gestione dei flussi automatici – deve essere coordinato per produrre risultati concreti in termini di business.

Se stai cercando una web agency che si occupi di tutta la parte tecnica e strategica, senza farti perdere tempo dietro a configurazioni complesse o problemi di codice, siamo qui per questo.

In No Digital Brain supportiamo le piccole e medie imprese sia nell’implementazione da zero che nell’ottimizzazione dello strumento. Ci occupiamo di collegare i moduli di iscrizione sul tuo sito, configurare la piattaforma di invio ideale per le tue esigenze e assicurarci che l’intera infrastruttura sia automatizzata, sicura e conforme alle normative sul GDPR. E tu, nel frattempo, puoi concentrarti sulla tua attività.

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